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> MATERIALI E RISPARMIO ENERGETICO
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Finalmente l’Italia si dota di uno strumento legislativo che colma un ritardo accumulato rispetto al resto dell’Europa. Che è entrato in vigore l’8 ottobre 2005. Si tratta del Decreto Legislativo n° 192 firmato il 19 agosto dal Presidente della Repubblica e Pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale del 15 ottobre 2005 dal titolo “Attuazione della direttiva 2002/91 relativa al rendimento energetico nell’edilizia” Una data storica, quella del 19 agosto, perché, dopo anni di inutili discorsi sulla mancata applicazione della legge quadro 10/91 riguardante il rendimento energetico degli edifici, finalmente il Governo è stato costretto ad adeguarsi fattivamente al concetto di un vero risparmio energetico. Obbiettivo del provvedimento è “migliorare le prestazioni energetiche degli edifici al fine di favorire lo sviluppo , la valorizzazione e l’integrazioni delle fonti rinnovabili e la diversificazione energetica, contribuire a conseguire gli obbiettivi nazionali di limitazione delle emissioni di gas ad effetto serra posti dal protocollo di Kyoto, promuovere la competitività dei comparti più avanzati attraverso lo sviluppo tecnologico.” Ricordiamo, a beneficio dei pochi che non conoscono i dati, che il settore edilizio utilizza circa il 40% dell’energia consumata in Italia. Gran parte di questa energia è utilizzata per il riscaldamento ed il condizionamento e buona parte di questa energia viene dispersa nell’ambiente,attraverso i componenti finestrati. Il Dlgs n° 192 pone particolare attenzione agli impianti (ovvero pretende più efficienza), all’involucro (ovvero le pareti esterne)e ai componenti finestrati(più isolati termicamente). Per quasi 15 anni , si è attesa l’uscita di un decreto attuativo della legge 10/91 che avrebbe migliorato sostanzialmente l’efficienza energetica degli edifici costruiti dopo il 1991, concentrando l’attenzione sul metodo prestazionale. Quest’ultimo integra e completa il metodo di verifica del Cd (coefficiente di dispersione) e, attraverso la verifica della trasmittanza termica U (che sostituisce il precedente valore di riferimento K) definisce le prestazioni termiche massime da adottare per i singoli componenti edilizi(murature, pavimenti, solai, finestre ecc). Per quasi 15 anni il settore ha vissuto un lungo periodo di totale anarchia, esattamente ciò che era successo nei precedenti 25, portando a 40 anni il periodo in cui costruttori e serramentisti hanno praticamente fatto ciò che hanno voluto. Per convinzione personale, o perché costretti da un mercato che ignorava le problematiche energetiche, hanno creato, così, lo scandalo di quasi 25 milioni di immobili ad uso abitativo, 10 milioni dei quali costruiti dopo il 1991, che per oltre il 90% non sono energicamente efficienti, ovvero consumano molto di più di quanto dovrebbero. Stiamo parlando di un consumo di 190/230/ kW/mq anno di media nazionale contro i 50/90 kW/mq anno della media Europea. Nel resto d’Europa infatti a fronte della prima crisi energetica degli anni 70, un’oculata politica di risparmio creò una serie di strumenti legislativi per stabilire prestazioni chiari e inequivocabili per stabilire le prestazioni dei materiali da costruzione. Attraverso disposizioni legislative e decreti legge mirati, furono stabiliti i valori prestazionali U che dovevano essere rispettati da tutti, che si trattasse di lavori sia pubblici che privati. In particolare, nel caso dei serramenti, obbligarono i serramentisti a certificare la trasmittanza dei prodotti da loro forniti. In Inghilterrra per esempio, il governo stabilì che le prestazioni standard di qualunque serramento dovessero rimanere tra U= 2,0 W/mq k e U= 2,2 W/mqK, attualmente la Germania, che è il paese più virtuoso dal punto di vista dell’efficienza energetica, ha definito una sola zona climatica, contro le sei Italiane, il cui valore è 1,4 W/mq K, mentre la media Europea si attesta tra il 2,2 ed il 2,6W/mqK. Tornando alla situazione Italiana, tutti i Comuni sono stati mappati e suddivisi in sei zone climatiche di appartenenza con i relativi gradi giorno; per mezzo di un procedimento molto semplice e logico viene stabilito il valore massimo di trasmittanza U che i serramenti dovranno avere a seconda del comune dove saranno installati. La suddivisione del territorio nazionale in aree climatiche e l’assegnazione di un valore di trasmittanza massimo per ognuna di esse, comporta tuttavia dei controsensi: ad esempio, se pensiamo alle spese di riscaldamento, a Pantelleria (zona climatica A) i serramenti non dovranno sicuramente avere le prestazioni dei serramenti montati a Livigno (zona climatica F), ma in realtà se a Pantelleria volessimo installare un impianto di condizionamento, ci troveremmo in una situazione ancora peggiore, in quanto a livello di costi energetici produrre il freddo costa molto di più che produrre il caldo e serramenti poco isolanti vanificherebbero in buona parte l’efficacia del condizionatore.
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Come si può notare dalle tabelle che sintetizzano i valori di trasmittanza obbligatori dal 1 gennaio 2006 vi sono dei valori ancora, in parte, fuori linea rispetto ai nostri partner Europei non si comprende, inoltre, la reale efficacia di un meccanismo che ripartisce la diminuzione dei valori nell’arco di tre anni. E’ nostra opinione che, dovendo perseguire gli obbiettivi che ci siamo imposti anche grazie al protocollo di Kyoto, e che come diretta ricaduta potrebbero fruttare un reale risparmio economico alle famiglie Italiane questa graduabilità sia veramente fuori luogo. In base a questa norma , ancora per tre anni ai costruttori saranno autorizzati ad utilizzare nelle loro costruzioni, materiali con requisiti di isolamento non ottimali e quindi le case costruite in tale periodo di tempo, con l’entrata in vigore dei nuovi limiti subiranno un deprezzamento determinato dalle loro peggiori prestazioni. Appare evidente che il D.L. appena emanato, pur presentando indubbi aspetti positivi, presenta ancora alcuni punti deboli. Ma una persona che abbia oggi la necessità di costruirsi una casa nuova oppure voglia ristrutturare una casa già esistente, come può muoversi in questa giungla di Leggi e Normative senza correre il rischio di vedere deprezzato in breve tempo ciò che ha realizzato? Probabilmente la via più saggia è quella di utilizzare sempre e comunque prodotti che siano in grado di garantire il massimo delle prestazioni, infatti tra crisi energetiche ed aumentata coscienza ecologica per il futuro non ci si può aspettare che un inasprimento delle norme e comunque l’utilizzo di materiali con elevato grado di isolamento comporteanno sempre e comunque un notevole risparmio nelle spese di riscaldamento e/o condizionamento. I prodotti che proponiamo sono stati tutti selezionati per offrire il massimo delle prestazioni richieste.
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